Con questo articolo vorremmo fare chiarezza su questo argomento spinoso, spiegarvi come mai è ancora presente il logo della certificazione Cruelty-free su alcuni prodotti cosmetici e su altri no, se nell’Unione Europea è entrata in vigore un’apposita legge, e vorremmo darvi qualche dritta sulle aziende che davvero aderiscono e rispettano il concetto di Cruelty-free.

Iniziamo dicendo che i test sugli animali in Europa sono vietati dal 2009, e che con la legge dell’11 marzo 2013 è entrato in vigore il divieto assoluto e totale per i test sugli animali dei prodotti cosmetici, il che significa che nessun prodotto che contenga ingredienti realizzati per il settore cosmetico testati sugli animali dopo l’entrata in vigore della legge, in qualunque nazione del mondo sia stato eseguito il test, potrà essere venduto in Europa.

E’ un traguardo importante, è vero, e speriamo che sia lo stimolo giusto perché tutti i test sugli animali vengano aboliti, in ogni settore, ma comunque non è del tutto limitante. Il decreto, per esempio, non si applica ai detersivi e ai prodotti per la casa. Inoltre si parla solo di ingredienti per uso cosmetico, quindi un ingrediente testato sugli animali per fini farmaceutici o alimentari può comunque essere inserito tra gli ingredienti di un cosmetico. In aggiunta a questo, tutti i brand che vendono i loro prodotti all’estero possono continuare ad eseguire i test sugli animali in nazioni esterne all’Unione Europea su prodotti destinati al mercato Extra-Europeo.

Ecco perché abbiamo voluto fare il punto della situazione e ci teniamo a spiegare come mai è ancora importante la presenza del logo di certificazione sui prodotti cosmetici. Queste certificazioni, infatti, le ottengono solo quelle aziende che si astengono completamente da qualsiasi tipo di test sugli animali su tutti gli ingredienti utilizzati nei prodotti, sul prodotto finito, e che non commerciano con paesi in cui i test sono consentiti o addirittura obbligatori, come per esempio in Cina. Questo ovviamente non significa che non vengono eseguiti test di nessun tipo e che quindi i prodotti non sono sicuri, ma solo che i test sono effettuati con l’utilizzo di macchinari e con metodi e procedimenti che non coinvolgono gli animali. Inoltre, nell’INCI dei prodotti di queste aziende certificate non sono presenti nemmeno ingredienti di origine animale.

Data la delicatezza e le controversie sull’argomento, vi riportiamo alcuni siti in cui è possibile approfondire questo tema:

https://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1180

https://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1360

www.novivisezione.org

Qui, invece, potete trovare l’elenco completo e i riferimenti di contatto di tutte le aziende che hanno ottenuto la certificazione Cruelty-free in italia:

http://www.consumoconsapevole.org/cosmetici_cruelty_free/lista_cruelty-free.html

http://www.lav.it/cosa-facciamo/vivisezione/le-aziende-cruelty-free

Per l’estero potete consultare il database della BUAV:

https://www.crueltyfreeinternational.org/LeapingBunny?/search

In ultimo, ecco gli elenchi delle aziende Cruelty-free e di quelle assolutamente da evitare nel settore pet care e pet food:

http://www.oipa.org/italia/listepetfood/

http://www.consumoconsapevole.org/pet_food_e_vivisezione.html

 

Autore: Alessandra Nebiolo

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