Cambiare si può, basta volerlo. Solo che spesso non lo si vuole mai del tutto. Quando si decide di cambiare sovente l'ansia si interpone tra il desiderio di modificarsi e la spinta a farlo. Cambiare idee, atteggiamenti, lavoro, fidanzato, luoghi, abitudini, amicizie, è una delle cose più complicate da richiedere a noi stessi.

Ogni modifica fa si che si passi da qualcosa che conosciamo a qualcosa di nuovo, e con il nuovo vi è anche l'imprevisto, il timore di avere sorprese non gradite. 
Il desiderio di cambiamento quindi spesso fa coppia con la resistenza al cambiamento. La resistenza al cambiamento talvolta è molto evidente ma più spesso è nascosta dietro scuse, rifiuti di fare nuove esperienze, pregiudizi, bisogno di rientrare negli schemi. 
Ancora più difficoltoso e carico di resistenze è cambiare noi stessi nel profondo. Spesso, infatti, si chiede il supporto di un professionista (psicologo, psicoterapeuta) perchè convinti di voler cambiare in quanto come si è attualmente ci porta disagio e sofferenza ma poco dopo sopraggiunge il timore di un reale cambiamento quindi si annullano gli appuntamenti, si arriva in ritardo e si arriva anche ad annullare l'intero percorso di psicoterapia con differenti scuse (impegni lavorativi, problemi economici, difficoltà a raggiungere lo studio...). 
Ma perchè cambiare fa così paura? Perchè lo si vede come un attacco alla propria identità, quella stessa identità che ognuno di noi ha costruito con molta fatica a partire dai primi anni di vita. Cambiare quindi richiede coraggio e forza in quanto smuove parecchia ansia in chi si approccia alla ricerca di una nuova identità. 
Sarebbe utile, se si vuole cambiare davvero, concentrarsi sui lati positivi di quel cambiamento tanto ricercato e non sulle paure che questo cambiamento scatena.

Autore: Dott.sa Ada Piacentini

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