“Vorrei parlare con qualcuno che non rida dei miei problemi”. Questa è stata la frase che, un giorno in treno, mi disse una ragazzina seduta di fronte a me alla quale spiegavo il mio lavoro nell’ambito teatrale. In quello stesso istante capii che avrei dovuto utilizzare la mia professionalità non solo fine a se stessa ma a scopo terapeutico e sociale.

Il teatro è un modo per imparare a conoscere sé stessi  e poi conoscere il mondo con un’intensità e una verità differente. Ci permette di fare i conti con le pulsioni che caratterizzano l’essere umano, con i vizi, debolezze, ritrosie. E’ di fatto un’esperienza che se protratta nel tempo ci permette di entrare a contatto con la nostra essenza profonda. Il teatro offre i mezzi per affrontare le proprie paure, le proprie ansie, la propria difficoltà nell’esprimersi. Permette di giocare con l’immaginario, di superare un rapporto conflittuale con il proprio corpo. Permette di scoprire la propria forza interiore.

Non è un caso che siano state messe a punto molte forme di teatroterapia o psicodramma, inclusi anche percorsi sperimentali come il Teatro dell’Oppresso che mette in scena reali conflitti, difficoltà.

Mai come in questi tempi in cui gli atti di bullismo, la violenza tra gli adolescenti e le vittime di bullismo sono all’ordine del giorno il teatro dovrebbe essere uno strumento indispensabile.

La teatroterapia è l’arte di curare con il teatro, il teatro è l’arte di vedere noi stessi: ognuno ha qualcosa da curare, ognuno ha una verità da raccontare...

Quindi la vera domanda è: PERCHE’ ANCORA NON STAI FACENDO TEATRO?

Autore: Ornella Gaido

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